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giovedì 7 gennaio 2016

Tardivo riposo

Frase del giorno: 

Quando il primo giorno ti mette ko, non puoi non pensare che sei diventata vecchia.

mercoledì 6 gennaio 2016

Il ritorno

Niente da fare. L'ultima festa di questo ultimo scorcio di settimane a cavallo tra due anni sta terminando. Ancora 30 minuti circa, poi davvero l'anno ricomincia per il mondo della scuola.
Un anno di incognite e malumori, accompagnati da una rassegnazione che non fa bene.
Vedremo il cammino della legge 107 a cosa porterà.
Per oggi, la mia busta di cose buttate l'ho fatta. Un buon segno.

martedì 5 gennaio 2016

Batti il cinque!

E siamo già al 5 del primo mese di questo 2016 bisestile. Lo spumante rimasto staziona ancora nel frigo, rischia di arrivare così al prossimo san Silvestro. La mia parola dell'anno sarà: ORGANIZZAZIONE.
Quella che mi è sfuggita di mano negli ultimi 3 anni, con conseguenze tutto sommato devastanti sul piano della mia vita pratica ma anche di quella ideativa e mentale. Senza ordine, si va in tilt. Quindi, da domani, un sacchetto al giorno di cose da buttare. Spietatamente e senza rimorsi.

lunedì 4 gennaio 2016

Primo libro del 2016

Leggo l'ultimo libro di Elizabeth George, creatrice dei gialli con l'ispettore Lynley.
"Le conseguenze dell'odio".
Come sempre nei gialli della George, personaggi ben disegnati. Scorrevolissima la lettura.
Una storia di sentimenti forti e spietati.
Sono circa a metà. Me lo godo fino alla fine.

domenica 3 gennaio 2016

Non so quanti anni siano passati dall'ultimo mio post su questo blog. Un'era geologica, forse!
Siamo al 3 gennaio 2016. E non so come, sul pc nuovo, sia riuscita a ritrovare questo spazio di cui non ricordo nemmeno la password: Che stranezza. Sapere che la Rete conserva memoria di chi sei, degli spazi che avevi creato e poi abbandonato, e che ti riconosca a distanza di tempo ha quasi del miracoloso, se non fosse che ai miracoli non credo e che è tutta questione di tecnologia quasi intelligente. Grazie, Rete, mi vien da dire; grazie perché mi restituisci qualcosa di me che avevo allontanato dalla memoria, un piccolo e balbettante blog nato per la chiusura di Splinder. Un blog migrante da una piattaforma all'altra, un blog esile, sempre preda dei miei saltalenanti umori. Un blog incostante.

domenica 1 gennaio 2012

2012: e pensare che "2001 odissea nello spazio" sembrava avveniristico, pura fantascienza"!

sabato 24 settembre 2011

I prof che bloggano e la scuola della Mastrocola

A settembre nella blogosfera i post che discutono di scuola si moltiplicano. Tutti i professori  (anche io), nella loro veste di blogger, non mancano di commentare ogni giorno gli episodi scolastici che vivono e sono narrazioni piene di humour, tenerezza, coscienza professionale.
Mettono in campo capacità straordinarie di comprensione del  loro ruolo e di quello dei loro studenti, delle molteplici difficoltà del fare scuola come pure dei tanti arricchimenti di pensiero, di comportamento e di sensibilità che il contatto quotidiano con i ragazzi assicura.
Nessuno di loro, nonostante il rischio della frustrazione connesso a una professione attualmente assai poco riconosciuta socialmente, rinuncerebbe mai. Nessuno pensa di abbandonare la nave-scuola al suo destino, segnato negativamente dagli ultimi tagli ai finanziamenti.
Mi stupisce, però, ciò che mi sembra circolare  con sempre maggiore intensità in questi post sulla scuola
( potrei linkarne molti,  ma ho poco tempo stasera) e cioè: la sottolineatura della fatica richiesta agli studenti per lo studio e l'apprendimento; la richiesta agli studenti di gesti, comportamenti e azioni che siano rigorosi, educati, composti con la messa al bando dello sbrago e della confidenzialità opportunistica e improduttiva ai fini di un rapporto serio studenti-prof. E, ancora: il valore attribuito agli studi classici, alle materie tradizionalmente formative.
Insomma, al posto delle famigerate tre I della scuola morattiana, i prof. blogger propongono le tre S: studio, sudore, saperi.
Considerando quanto sia stata oggetto di critiche, polemiche e accuse di passatismo, Paola Mastrocola, che nei suoi libri sulla scuola ha fortemente espresso ostilità nei confronti dell'assetto attuale della scuola italiana ( ormai decennale, per la precisione) con le sue metodologie "innovative" e la profusione di progetti, mi chiedo se non sia il caso di ripensare alla scuola e a chi se ne occupa con sguardo sereno, alieno da pregiudizi di sorta e finalmente sottratto a logiche di parte. Con la scuola si parla di futuro, e che diamine!